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Bari, chiusa la gara per lidi e ristoranti sul mare: 59 offerte per 26 concessioni

Veduta aerea di Monopoli e della costa adriatica, nell'area metropolitana di Bari

Si è chiusa la gara del Comune di Bari per le concessioni demaniali marittime lungo la costa cittadina. Alle 9 del 6 novembre 2026, termine per la presentazione delle domande, erano arrivate 59 offerte da parte di 44 operatori per i 26 lotti messi a bando, tra stabilimenti balneari e ristoranti sul mare, da Santo Spirito a Torre a Mare, compreso il porto vecchio.

Come si sono distribuite le offerte

Il regolamento della gara consentiva a ciascun partecipante di presentare offerte per un massimo di quattro lotti, ma di aggiudicarsene al massimo due. Secondo i dati diffusi dal Comune, il maggior numero di offerte riguarda l'area Marconi, con 19 offerte per sette lotti, seguita da Santo Spirito, con 16 offerte per otto lotti. A Palese sono arrivate 10 offerte per cinque lotti, al porto vecchio 5 per un unico lotto, a Torre a Mare 4 per due lotti; due offerte ciascuna per Fesca e San Giorgio e una per San Girolamo.

I lotti più contesi, con cinque offerte ciascuno, sono il numero 17, nell'area Marconi, e il 23, al porto vecchio. Secondo la stampa locale, tra le concessioni più richieste ci sono il Lido San Francesco e la Sala Zonno. Sette lotti, invece, hanno ricevuto una sola offerta. Per alcune emittenti locali la partecipazione è stata inferiore alle attese.

Cosa succede ora

La procedura entra ora nella fase di verifica e valutazione delle candidature secondo i criteri del bando. I tempi per conoscere i nuovi gestori non sono ancora noti.

La gara si inserisce nel quadro nazionale sulle concessioni demaniali marittime e sull'applicazione della cosiddetta direttiva Bolkestein, che impone l'assegnazione delle spiagge con procedure pubbliche. Tra gli obiettivi indicati dal Comune ci sono la valorizzazione del demanio costiero, la qualità dei servizi, l'accessibilità delle aree e una distribuzione equilibrata delle opportunità lungo tutto il litorale.

Fonti: Agenparl – Comune di Bari, Telebari, Telenorba

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